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Torna la speranza sull’isola di Jakljan: il programma educativo estivo a favore di oltre 4.000 orfani, organizzato da Mir I Dobro in collaborazione con la Fondazione Medunarodno Kumstvo Djetetu Herceg-Bosne.

Guardando la televisione o leggendo i giornali più volte siamo sollecitati a soffermare la nostra attenzione sul dramma della Bosnia. Ci sono apparse immagini crude, pianti e lutti. Spesso ci si sente impotenti di fronte a quel dolore. Soprattutto la sofferenza provata dai bambini va dritta al cuore e penetra come una lama.

Molti di noi reagiscono positivamente, pregando per quelle popolazioni che sembrano essere schiacciate dagli eventi. Con certezza, la preghiera è la solidarietà più importante. Accanto alla preghiera, ancora oggi più di prima,  siamo invitati anche a gesti concreti di generosità. 

E' possibile aiutare i bambini orfani a causa della guerra in modo fattivo, collaborando con Mir I Dobro e Padre Jozo Zovko, uno dei testimoni privilegiati dell'evento spirituale rappresentato da Medjugorje.

Mir I Dobro si è  impegnata a favore dei bambini orfani in vari due modi, tra cui l'allestimento e la gestione di un Centro educativo di vacanza per bambini e madri vedove sull'isola di Jakljan, vicino Dubrovnik sul mar Adriatico.

Il progetto del Centro è nato da Padre Jozo che rimanendo vicino ai bambini si è accorto di quanta sofferenza c'era in loro. I loro disegni erano segno del loro stato d'animo: tetri, scuri, tristi. Dopo un periodo di vacanza al mare, lontano dal solito ambiente carico di lutto, i bambini sono tornati a sorridere, ad usare colori vivaci, sereni.

Da qui l'idea dell'isola di Jakljan data in concessione dal Governo croato alla Fondazione  Medunarodno Kumstvo Djetetu Herceg-Bosne. La fondazione è stata voluta da Padre Jozo per l'adozione a distanza di circa 4.000 bambini.

Si sono organizzati turni di soggiorno di quindici giorni a cui hanno partecipato oltre 4.000 persone, orfani di guerra e le loro mamme vedove. Con l'aiuto di personale specializzato - educatori, pedagogisti, medici e psicologi - e di religiosi, i bambini e le loro mamme hanno potuto fare esperienze di amore e di guarigione dalle loro sofferenze e paure generate dalle atrocità della guerra.

Mir I Dobro ha aiutato Padre Jozo nel progetto che ha realizzato: la sistemazione di due edifici di quattro piani e ventisei bungalows abbandonati a seguito della guerra,  la costruzione di una piccola chiesa, la messa in opera di una vasta veranda come sala da pranzo, la sistemazione del verde e la pulizia della costa.  Si è lavorato per ristrutturare i  fabbricati  che necessitavano di un radicale risanamento: riparazione dei tetti, rifacimento degli intonaci, installazione di nuovi impianti idrici, sanitari, igienici, sostituzione di serramenti e porte.  Oltre alla pulizia dell’ambiente boschivo sono serviti impianti per prevenire e proteggere dagli incendi, dagli allagamenti e un luogo per il compostaggio dei rifiuti  Il centro di vacanza è stato arredato con  attrezzature e mobili per la cucina, i refettori, la panetteria, le stanze da letto, l’infermeria, la lavanderia, la stireria di tipo alberghiero ecc.  Inoltre si è dovuto acquistare anche una barca per il collegamento indispensabile con la terraferma e per il trasporto merci e passeggeri. E molto ancora c’è da fare, a cominciare dall’allestimento per la  prossima estate e il relativo vitto per oltre 4.000 persone.

Concludiamo con le parole di Padre Jozo:

“...Non vengo a cercare l’elemosina  ma in nome di tutti i sofferenti per invitarvi a condividere con loro il pane, ad aprire loro il vostro cuore e trovare insieme la gioia, la pace, la benedizione.   Tutto questo ha lo scopo di sanare le profonde ferite di coloro che hanno vissuto questa terribile guerra e vista la morte dei propri genitori e parenti:  una violenza indimenticabile.   So che il vostro cuore sarà aperto e pronto ad aiutarci in quello che non è un lusso ma un bisogno.   In questo momento non possiamo tacere ma dobbiamo chiedere e gridare che tutti i cuori siano aperti per imparare ad amare.”