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Clicca per sapere cosa necessita per la costruzione del Convitto "SANTA FAMIGLIA" - Siroki Brijeg |
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Bosnia. Campo profughi. Grandi occhi tristi inquadrati da una telecamera, in un viso affilato di bambina. Lacrime che scendono ad accompagnare ogni parola. “Io non ho nessuno!” Questo sguardo e queste parole dal televisore penetrano come lame e Padre Jozo Zovko, frate francescano grida:”No, non è vero che tu non hai nessuno. |
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Tu hai me!”. Una notizia giunge da Mostar: un’adolescente orfana affidata ad una famiglia di Mostar sparisce. Si teme che sia finita nel mercato clandestino della prostituzione, come tante altre ragazze, sole.“No, non è vero che tu sei sola, tu hai me!”Grida ancora Padre Jozo |
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Da questa esperienza di umanità sofferente ha avvio il progetto di una casa di accoglienza per le orfane di guerra “Sacra Famiglia” costruita a Puringain, comune di Listica a 30 Km. da Mostar, su un terreno donato dal Comune.Può ospitare circa 100 ragazze, suddivise in gruppi di 10 persone. |
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| Sono orfane di entrambi i genitori e provengono da tutta lo Bosnia Erzegovina. Il progetto della casa di accoglienza ha come primo obiettivo quello di offrire a queste bambine e ragazze orfane le stesse possibilità di altre bambine e ragazze che hanno la fortuna di avere ancora la propria famiglia sopravvissuta alla guerra. | |
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Si punta a un’educazione improntata alla pace,
all’accettazione e all’amore vicendevole. Si vuole garantire a ciascuna
orfana un percorso di studio e la piena emancipazione ed autonomia personale e
lavorativa. Per ogni gruppo c’è un piccolo appartamento: cucina, bagno,
sala di soggiorno e di studio, camere. E delle educatrici che accompagnano la
crescita delle ragazze, ne accolgono i problemi, ascoltano i ricordi e aiutano a
guarire dai fantasmi e dalla paura della guerra. Padre Jozo Zovko è riuscito a
costruire questo “monumento dell’amore” grazie agli aiuti di molti
volontari italiani dei convogli umanitari, conosciuti durante la guerra. Queste
stesse persone che hanno dato origine all’Associazione”Mir i Dobro” (Pace
e bene) con sede a Viggiù (VA). La Presidente dell’Associazione Chiarina
Daolio, racconta le difficoltà a trovare i soldi necessari alla costruzione e
l’impegno per garantire l’assistenza adeguata e rispondente ai bisogni delle
ragazze e delle bambine. “Abbiamo pensato ad ogni minimo particolare, cercando
di costrire una casa accogliente, calda, bella come può esserlo quella di una
famiglia. Non ambienti spersonalizzati ma studiati a misura di ragazza, con la
stessa cura che mettiamo per i nostri figli. Sarà dura per queste ragazze
ritrovare il sorriso, pensare che anche per loro c’è un futuro. Ma questo sarà
realmente possibile, se continuiamo a trovare gli aiuti necessari, come è stato
finora. L’Associazione ha fatto molto: il progetto architettonico, la
fornitura del materiale per la costruzione, per gli impianti elettrici, i
pavimenti, le porte, gli arredi. Molte persone di buona volontà e di buon
cuore ci hanno aiutati. Ora il problema è trovare i soldi per continuare a
mantenere le orfane. Come si sa, in Bosnia non esiste un sistema sociale che
assicuri l’adeguata assistenza e tuteli i minori, come in Italia. Il problema
della prostituzione minorile è sempre in agguato ed è per questo che la
Regione Emilia Romagna ha già erogato all’Associazione Mir i Dobro un
particolare contributo per la casa di accoglienza. A volte sentiamo dire: perché
in Bosnia, quando ci sono molti bisogni anche da noi in Italia? Forse è vero,
forse non si può spiegare appieno cosa vuol dire vedere la disperazione della
guerra negli occhi di una bambina e non chiedersi se è italiana o bosniaca, ma
rendersi conto che è solo una bambina disperata. Noi, come Associazione Mir i
Dobro crediamo che solo con la testimonianza di una vera solidarietà
disinteressata possiamo contribuire umilmente a sanare le ferite della violenza
indimenticabile subita da questo bambini con la guerra. Ma anche a guarire
tante lacerazione che tutti noi ci portiamo dentro e che ci sollecitano nella
ricerca della Verità.” |
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